Se questo Senato fa un altro passo si può dire che sta camminando. I voti ci sono, ci sono tutti. Ci sono anche quelli del SVP che mi pare una formazione seria. Ieri ho pensato che si fossero semplicemente contanti. Uno, due, tre. Che poi avessero visto il gruppo dell'UDEUR e contato anche loro. Uno, due, tre. Perché lui Ministro della Giustizia e noi niente? Invece pare di no, a sentire Peterlini in Aula sembra proprio che avessero delle cose precise da chiedere. Certo, non so fino a che punto fosse quello il momento per chiederle, ma sicuramente Peterlini ha detto cose che hanno un valore reale, ha chiesto che lo Stato sia un aiuto, in materia fiscale, per il contribuente, e non un punitore. Che si separino gli errori dalla malafede. Siamo tutti d'accordo. Resta il fatto, tutto politico, che questa maggioranza ha fatto un altro passo, fra gli sberleffi vergognosi della Cdl che alla fine si è attaccata ad un cavillo formale e, forte di quello, ha insultato, tanto per cambiare, tutto e tutti, Marini compreso, dimostrando ancora di avere zero senso delle istituzioni. Insomma, questa volta il Senato ha fatto un passo. Adesso però ne deve subito fare un altro, poi un altro, deve dimostrare che sa camminare, insomma, legge dopo legge deve approvare il lavoro del Consiglio dei Ministri. L'Unione dimostrerà davvero di avere i numeri solo se questi numeri gli consentiranno di legiferare sulle questioni reali. Approvare un Ordine del Giorno è qualcosa, ma non è sufficiente.
Mi ero ripromesso di dire solo cose propositive e di non lamentarmi, ma proprio non ce la faccio. Alcune notizie su Repubblica di oggi:
<Ma ad aprire un nuovo fronte di tensioni interne è il ministro della giustizia Clemente Mastella che ha proposto un ordine del giorno della maggioranza in cui si esprima fiducia alla Gdf. Document, però, che il governo non ha ancora deciso di presentare. Ma Mastella anticipa: "Se non viene votato, non c'è più il governo".>
<Chi invece sposta l'orizzonte in avanti e analizza l'accidentato stato dei rapporti interni al centrosinistra è il ministro diessino Vannino Chiti. Ed è una disamina preoccupata: "Il centrosinistra è incerto perchè se non c'è unione è difficile rispondere con determinazione. Questo continua ad essere il nostro principale problema del centrosinistra".>
e, dulcis in fundo :
<Non a caso il vicepremier Massimo D'Alema avverte: ''Se cade questo governo mi pare che la probabilità maggiore e' che si vada alle elezioni. E' questa l'intenzione di Berlusconi".>
Ora vorrei chiedere a D'Alema. Ma a te, dell'intenzione di Berlusconi, che ti importa (lo so, c'è un "ti" di troppo, ma mi pareva che desse forza alla frase)? Ma tu sei nel suo stesso partito? E lui che ti da gli ordini? Non è che ti ha votato anche Berlusconi? Perché io invece sì, e come me milioni di persone a cui di Berlusconi non frega niente, e del suo pensiero men che meno. Anzi di persone che vogliono l'esatto contrario di quello che vuole Berlusconi.
Mi viene un forte sospetto: questo centro-sinistra vuole andare a casa. Non mi spiego diversamente il loro atteggiamento. Questa gentenha stipendi altissimi, molti di loro pensioni a vita sia che il Parlamento si scioga sia che non si sciolga. Berlusconi quando perdeva elezioni (ne ha perse 4... che dire...), quando perdeva pezzi, quando perdeva credibilità, si preoccupava di dire: noi NON CE NE ANDIAMO! Era la prima cosa che diceva. E tutti gli facevano eco. Questo governo non fa che dire: ora cado, ora cado, ora cado. Aiutatemi a capire che cosa vuole fare, aiutatemi a capire perché io ho la forte, sgradevole, sensazione che abbiano mollato. Sulle intenzioni di Mastella ormai i dubbi sono pochi. Lui vuole che si torni a votare. Ma anche a Mastella vorrei dire una cosa: se vai a casa adesso, il tuo partito verrà spazzato via da una legge elettorale voluta dal popolo con un referendum e finalmente ti potrai ritirare a vita privata. Forse è questo che vogliono, fare cadere il governo. Loro non hanno problemi ad arrivare a fine mese. A loro non importa se la legge Biagi rimane così come è e noi rimarremo precari a vita. A loro non costa nulla. Paghiamo noi.
Soffro molto a scoprirmi d'accordo con Pierferdy. In realtà non si può dire che io sia d'accordo con lui. Certo che ha parlato del problema reale che affligge questo governo, e che io avevo qualche giorno fa affrontato chiedendo provocatoriamente a un dissidente della Lega di passare con la maggioranza: i numeri del Senato. Guardiamo in faccia alla realtà: in questo modo non arriviamo da nessuna parte. Certo, il buon Pierfurby - per chi non ha letto Repubblica on line stamattina, Casini ha detto che si dovrebbe sciogliere il Senato e rivotare solo per quello - intende far perdere la maggioranza al Senato, così da formare finalmente il suo Grande Centro per una nuova elezione. Il buon democristiano ha naturamente a cuore i suoi interessi e non quelli del paese. Fare oggi questa cosa vorrebbe dire, per esempio, non varare la finanziaria ques'anno (non ce ne sarebbe il tempo), o forse un lungo governo tecnico, insomma, perdere l'onda della crescita che sta attraversando l'Europa. Io propongo una strada diversa:
1. si vara la legge sul conflitto di interessi con tutti i mezzi possibili
2. si fa la finanziaria (se ne è fatta una, se ne possono fare due)
3. si vota per il referendum elettorale (si arriva così al bipolarismo senza partitelli da 500.000 mila voti con tre senatori determinanti - vedi UDEUR)
4. si candita Walter Veltroni e si fa una campagna elettorale come Dio comanda (compreso Partito Democratico forte e partecipato)
5. si va al voto con una legge per cui chi vince governa davvero, ma non possiede aziende e quindi non può fare il suo interesse (vedi punto 1)
Nel giro di due anni abbiamo un governo forte e, io credo, di centro sinistra.