Siamo rimasti soltanto in due a difendere l'operato di Prodi. Uno sono io, l'altro è Eugenio Scalfari. Ho i brividi, ieri ho incontrato in libreria Dario Fo e oggi ho pensato le stesse cose di Scalfari. Nel suo, come al solito arguto, articolo di oggi ha scritto una cosa che ogni tanto dimentichiamo. La riforma delle pensioni, e partiamo dal presupposto che non è una ottima riforma, perché non tiene conto delle esigenze di quelli che oggi entrano nel mondo del lavoro da precari, è comunque l'unica riforma possibile. Prodi ha un governo che è appoggiato da quelle maggioranze parlamentari che conosciamo. Nell'ideale, l'abolizione dello scalone sarebbe passata attraverso un aumento progressivo più importante dell'età pensionabile. Nel reale questo avrebbe fatto cadere il governo e significato nessuna abolizione dello scalone. Secondo me Prodi sta solo dimostrando che ha capacità di mediare. Questo però porta tutti a lamentarsi, perché pensano che lamentandosi possano ottenere qualcosa in più. Io mi sento di sinistra, ma sono mio malgrado devoto a San Precario, se capite cosa intendo, e quando si andrà a votare, campagna elettorale o no, ricorderò quali sono le posizioni di quelli che confluiranno nel PD oggi, sulle pensioni e quali sono quelle di coloro che invece confluiranno della Cosa Rossa. Lo ricorderò perché come al solito il cuore mi spingerebbe a sinistra.