Il giorno 5 maggio ho scritto un post dicendo che secondo me il sindaco ricandidato di Pistoia non si era comportato come uno che poteva essere rieletto a cuor leggero. Oggi sappiamo che è passato dal 62% del 2002 al 48% andando al ballottaggio con il candidato della destra. Il Berti non è stato rieletto e ha perso. Anche se diventerà di nuovo sindaco. I moltissimi voti disgiunti ne sono la prova. Le persone hanno dato fiducia all'Ulivo e votato il candidato dei Verdi. Qui non si tratta di polica nazionale, il candidato dei Verdi ha preso il 13% e quello della destra il 36%. Non credo che ci saranno problemi al ballottaggio. Ma, come avevamo auspicato, il Berti si prende un bello spavento e i 15 punti percentuali che ha perso in questi 5 anni gli faranno capire che la città non è del sindaco, è il sindaco che è della città.
Sono andato a votare. Come avevo annunciato ho votato il sindaco uscente perché ancora credo in una politica che sia disposta a scendere a compromessi pur di portare a casa risultati. Ho scelto anche i consiglieri comunali e i consiglieri di circoscrizione, non ho solo dato il voto al partito. Ho usato un criterio molto semplice: ho guardato la data di nascita. I più giovani sono adatti a rappresentarmi. Sono anche quelli che non mi hanno mandato pubblicità perché non ne hanno i mezzi, sono però quelli che voglio che mi rappresentino, perché sono sicuro che l'esperienza ce la metteranno gli altri. I due (anzi le due, perché di due ragazze si tratta) che ho votato io, se "usciranno", porteranno un po' di freschezza, qualche idea nuova e potranno così farsi un po' di esperienza per diventare i leader del domani. Perché domani io non sia costretto a dare il voto ad un candidato Presidente del Consiglio ultrasettantenne.
Uno indietro e uno avanti. Un passo indietro rispetto a quello che ho detto della città in cui vivo e voto e del candidato a sindaco dell'Ulivo. Avevo detto che il suo modo di fare è clientelare e che a lui preferivo il candidato dei Verdi, che corre separatamente. Ieri sera sono andato a sentire Renzo Berti, il candidato sindaco per l'Ulivo (o vogliamo già chiamarlo PD?), ad un circolino, in una circoscrizione in cui è candidata una amica (a proposito, se siete di Pistoia, circoscrizione 3, questo blog appoggia la candidatura di Sara Baroni al consiglio circoscrizionale, con la lista dall'Ulivo). Prima di tutto il Berti è stato molto disponibile, anche se eravamo solo in una ventina e tutti potenziale voti già presi, ha stretto la mano a tutti e si è fermato con noi, senza quell'aria di superiorità che gli avevo visto qualche volta al bar. Ma questo significa poco, sappiamo che l'aria di elezione fa bene all'umiltà di tutti i candidati. La cosa per cui gli devo rendere merito è che ha spiegato che cosa è successo con i verdi, che li spinge a correre da soli e che li ha spinti ad uscire dal governo della città un po' di tempo fa. E' successo che sono arrivati dei fondi (molti soldi) da Europa, Regione, Stato per la costruzione di un ospedale nuovo che a Pistoia è decisamente necessario. Il comune ha preso un area di 52 ettari, una zona di interesse ambientalistico e ne ha destinati 5 per la realizzazione dell'ospedale. Ora, io capisco che la natura è da proteggere, ma la salute dei cittadini, per me, viene prima di 5 ettari di zona protetta. Ho controllato su internet, e la questione sta proprio in questi termini, non ha esagerato il buon Renzo. Se voto i Verdi e loro vincono, niente ospedale, se voto Ulivo che è il partito in cui mi riconosco voto il Berti che non è persona che mi ispira fiducia. Voterò Ulivo e Renzo Berti, perché è questo che dovrà fare il Partito Democratico, e per questo approvo la svolta democratica dei DS, almeno fin qui: perché è necessario fare il conto con la realtà, e gli idealismi rischiano di affossare anche cose utili ma che richiedono sacrifici e scelte. Un passo avanti verso un PD come lo voglio io.