Oggi inserisco un articolo che ho scritto per "O'Pappice", un foglio mensile della Sinistra Giovanile di Atripalda, un paese in provincia di Avellino. Riassume bene il mio pensiero sul PD:
"Non si può parlare di futuro senza una considerazione sul passato e sul presente, per cui, a costo di ripetere cose già sentite, sentiamo il bisogno di fare un punto della situazione scaturita dalle recenti elezioni e dalle decisioni che fin qui sono state prese in merito al Partito Democratico, prima di dire che cosa ci aspettiamo da questo nuovo soggetto politico. Se osserviamo ciò che è accaduto nelle ultime due tornate elettoriali (regionali e politiche possiamo considerarle un unico momento) non possiamo fare a meno di notare che il progetto di Partito Democratico che è l'Ulivo è stato un traino (nelle politiche e poi nelle regionali, appunto) fino a quando era un abbozzo, mentre si è spento durante la sua nascita portando la sinistra al risultato deludente di queste amministrative. Nel frattempo di cose ne sono successe, a giustificare tutto ciò, e altre ne succederanno. Sinistra Democratica si è staccata dall'Ulivo e si propone come aggregatore della Sinistra italiana, ma i suoi voti sono rimasti all'interno dell'Ulivo e non si può dimenticare che su quei sostenitori il PD non potrà contare.
Lo scenario politico che possiamo immaginare per il futuro vede da una parte una destra maggiormente frammentata (AN si prepara alla scissione e Forza Italia non potrà contare per sempre su Berlusconi), un centro destra scisso dalla parte di estrema destra (mi riferisco all'UDC e potenzialemente all'UDEUR), e, una sinistra unita verosimilmente sotto il nome di Sinistra Democratica. D'altronde il PD è attuamente costituito da DL (partito chiaramente di centro, di stampo democristiano), dall'Italia di Mezzo (Follini è un democristiano dell'ala destra del partito che fu di De Mita), l'Italia dei Valori (anch'esso partito che non si può definire del tutto di sinistra) e dall'area moderata dei DS. Il rischio che questo partito sta correndo è quello di costituirsi come una nuova Democrazia Cristiana a tutti gli effetti. E questo rischio è accentuato dall'incapacità dei vertici di governo di capire che se queste elezioni sono state perse è perché la condotta del governo non è stata sufficientemente di sinistra, non perché lo è stata troppo. Non è grave il fatto che la destra abbia guadagnato qualche voto, ma che la sinistra ne abbia persi moltissimi.
Ultimo errore, ma non per importanza, del PD è stato quello di non avere il coraggio di dare un segno di cambiamento, e di ricambio generazionale. Il comitato promotore del PD è composto da saggi, hanno detto, da vecchi, mi permetto, non da solo, di osservare. Tanto che il Deputato Roberto Giachetti ha proposto di costituire un comitato ombra di 20 persone, 10 uomini e 10 donne, di giovani saggi. Giovani fino ai 40 anni (potete consultare il sito www.donline.it per ulterioni informazioni).
A leggere fin qui ci si chiede se sia il caso o meno di sostenere ancora il progetto del PD o se non sia meglio trovare riparo in SD. Quello che ci porta a criticare il PD è che del PD c'è bisogno, ma c'è bisogno di un PD diverso da quello che sta emergendo in queste settimane. Un soggetto politico che riesca a raccogliere i voti della gente, un partito popolare, è essenziale per evitare in una prossima elezione di avere un Parlamento fermo al palo, che sottoponga tutto il paese alle lune di un partitucolo da 500.000 elettori. Senza nulla togliere ai singoli elettori che si riconoscono in un piccolo partito, non possiamo accettare che una miniuscola minoranza decida per tutti, altrimenti per salvaguardare la democrazia (che poi da bambini indicavamo coll'espressione "la maggioranza vince") la neghiamo.
Quindi il PD serve e lo vogliamo, ma vogliamo che si basi su questi pilastri: ricambio generazionale, questione etica, laicità, sinistra. Partendo da questo vorremmo stilare un documento coinvolgendo più persone possibile intorno a questo progetto. Se riusciremo a portare questo documento all'attenzione di chi sta costruendo il PD e riusciremo in questo modo a modificare questa nascita per renderla più vicina a quello che serve a questo paese e a questa base politica avremo vinto la nostra sfida.
Quello che fortemente vogliamo è questo tipo di PD. Quello che altrettanto fortemente non vogliamo e trovarci fra quattro anni a fare la crocetta sul simbolo di SD, coerenti con le nostre posizioni politche, ma consapevoli di essere costretti all'opposizione ad un PD che altro non è se non un nuovo volto della DC."
Avete sentito lo schianto? Era il nascente PD che si spezzava in due, perdendo una quarantina fra senatori e deputati, se non di più. Certo, ci si poteva stare un poco attenti. Avete idea di quanta gente ha votato DS pensando PRC? Con il naso turato in tanti abbiamo detto: meglio dare forza a Prodi, così contrastiamo lo strapotere di Berlusconi in parlamento. A me l'idea del PD piace, altrimenti non saremmo nemmeno qui a discuterne, ma ve lo immaginate che gola che farebbe un partito che va da Angius a Pecoraro Scanio, passando per Diliberto, con dentro Mussi e Bertinotti (pardon, volevo dire Russo Spena). Ma il rischio lo conosciamo, il rischio è una situazione a tre partiti stile prima repubblica:
Sinistra Democratica (Mussi, Angius, Verdi, PRC etc)
Fascisti su Marte (mmmm, volevo dire AN+Lega+Rimasugli mussoliniani sdoganati vari)
Partito Democratico al centro (fatelo voi per differenza)
E poi cosa? Per simbolo lo scudo crociato?
No, per piacere, facciamo un Partito Democratico che sia davvero democratico, laico, e soprattutto di Sinistra! Noi il PD lo vogliamo, ma vogliamo che ci somigli!!!!
Mussi se ne va, arriva Berlusconi, non stiamo facendo un affarone. Sì, lo so che Berlusconi scherzava, dicendo che si sarebbe iscritto, ma Mussi no, e se ne va davvero. Non si poteva lavorare un po' di più per far rimanere l'anima sinistra del partito? Perché non sono stati invitati anche Bertinotti e Diliberto a far parte del PD? Non avrebbero fatto comodo? Una forza riformista di sinistra ci interessa, ma deve rimanere di sinistra, altrimenti rischiamo di ritrovarci al centro, tanto al centro da essere seduti troppo vicini a Fini, Berlusconi e praticamente in braccio ad Andreotti...