Come al solito la domenica mi vergogno un po' di scrivere sul mio blog. Mi vergogno perché la domenica Eugenio Scalfari scrive il suo pezzo su Repubblica e io, dopo averlo letto, non posso che limitarmi a dire a tutti: andate su Repubblica.it a leggerlo. Ma c'è una cosa che mi preme sottolineare ed è la necessità di andare a firmare per il referendum. Antonio Di Pietro, personaggio che non amo tutti i giorni dell'anno, ha detto che è consapevole che il suo partito con uno sbarramento come quello proposto dal referendum è destinato a scomparire, ma che non gli importa perché lui guarda l'interesse dell'Italia. E poi ci si chiede perché preferirlo a Mastella quando i due hanno delle divergenze di opinione. Mastella se ne sta abbarbicato a qualunque poltrona da trent'anni e ha il terrore che il suo partito conti meno di quello che già conta. Arrivo al dunque: andate a firmare per la presentazione del referendum elettorale. E' importante che i politici capiscano che se non riescono da soli a risolvere il problema della governabilità del Paese i cittadini possono farlo.
E' vero, le elezioni del 2006 le ha vinte la casa delle libertà (condizionate). Hanno ragione a pensarla così, e hanno ragione non per gli assurdi motivi che ha addotto il cavalier Bellachioma (è ridicolo che un Governo in carica accusi l'opposizione di brogli elettorali) ma perché si devono contare con la CDL anche i voti dell'UDEUR che continua a dimostrare più che può di che pasta è fatta. Diciamocelo, Mastella è il mastino di Berlusconi nel centro sinistra italiano, è quello che sta salvando il suo prossimo capo da una legge seria sul conflitto di interessi, che si sta accandendo contro la magistratura come Forza Italia comanda. Mi consola solo che quando faremo approvare il referendum sulla legge elettorale, e lo sbarramento si alzerà il buon Mastella dopo 31 anni ininterrotti di parlamento potrà finalmente ritirarsi a vita privata.