L'Onorevole neofascista (non lo dimentichiamo, le radici sono importanti) Gianfranco Fini si sta separando. Ci dispiace per lui e ci rendiamo conto che è una situazione difficile. Non ci pare speculazione però riflettere sul fatto che Berlusconi è al secondo matrimonio, Casini è divorziato e convive e Fini si sta separando da una donna che ha già un divorzio alle spalle. Fin qui tutto bene, le persone cambiano, le situazioni cambiano, l'importante è mantenersi civili e fare il bene dei figli. Quello che un po' sgomenta è che il centro destra ha fatto della famiglia una bandiera, e i suoi leader faticano a tenere insieme le loro. Allora questo valore della famiglia è un bene prezioso, da salvaguardare a tutti i costi, ma la felicità personale, evidentemente e giustamente, è nella loro vita più importante. Allora perché la felicità personale di Fini è più importante del principio che vuole la famiglia come nucleo classico e inscindibile e la felicità personale dei 100.000, 200.000, un milione o quanti erano ieri è meno importante di questo stesso principio? Perché oggi, a questo neofascista, interessano i voti dei moderati e quei voti si prendono solo opponendosi ai diritti degli altri. E, si sa, l'altruismo non esiste.
Ma torniamo al Partito Democratico. Siamo sicuri di volere ignorare la voce delle persone che hanno chiaramente detto che quei diritti sono per loro importanti? E' necessario che questa coalizione e il PD, che ne è figlio, si schierino apertamente in favore dei diritti, capiscano che per essere democratici non è sufficiente scriverlo nel nome del partito.