Se non fossi italiano troverei molto divertente il comportamento distruttivo di Berlusconi. Uno che, ho sempre meno dubbi, dell'Italia se ne frega. Ha fatto una legge elettorale con la sola intenzione di danneggiare lo schieramento a lui avverso. Continua a solleticare l'autolesionismo del Governo per farlo cadere senza un'idea su cosa vuole fare dopo. Ormai è chiaro che per lui non si tratta di governare il Paese, si tratta di un giochetto personale. E' come se gli avessero tolto il trenino e allora lui fa di tutto per romperlo. Forse oggi gli riesce, di tagliare i fili dei freni della bicicletta dell'amichetto. In quel caso, se non fossi italiano, auspicherei: governo tecnico che faccia la finanziaria di quest'anno e che ci porti alle elezioni. Con questa legge elettorale. Berlusconi vincerebbe, premio di maggioranza alla Camera, quattro voti in più al Senato. Con l'assenteismo che li contraddistingue (parole di Schifani - scusate il termine - non mie) non riuscirebbero a votare una sola legge. Un paio d'anni di sonno del Parlamento e poi qualcuno fa cadere il Governo. E siamo da capo. Peccato che nel fra tempo perderemmo per sempre il treno di crescita che sta attraversando l'Europa. Peccato davvero.
Mi ero ripromesso di dire solo cose propositive e di non lamentarmi, ma proprio non ce la faccio. Alcune notizie su Repubblica di oggi:
<Ma ad aprire un nuovo fronte di tensioni interne è il ministro della giustizia Clemente Mastella che ha proposto un ordine del giorno della maggioranza in cui si esprima fiducia alla Gdf. Document, però, che il governo non ha ancora deciso di presentare. Ma Mastella anticipa: "Se non viene votato, non c'è più il governo".>
<Chi invece sposta l'orizzonte in avanti e analizza l'accidentato stato dei rapporti interni al centrosinistra è il ministro diessino Vannino Chiti. Ed è una disamina preoccupata: "Il centrosinistra è incerto perchè se non c'è unione è difficile rispondere con determinazione. Questo continua ad essere il nostro principale problema del centrosinistra".>
e, dulcis in fundo :
<Non a caso il vicepremier Massimo D'Alema avverte: ''Se cade questo governo mi pare che la probabilità maggiore e' che si vada alle elezioni. E' questa l'intenzione di Berlusconi".>
Ora vorrei chiedere a D'Alema. Ma a te, dell'intenzione di Berlusconi, che ti importa (lo so, c'è un "ti" di troppo, ma mi pareva che desse forza alla frase)? Ma tu sei nel suo stesso partito? E lui che ti da gli ordini? Non è che ti ha votato anche Berlusconi? Perché io invece sì, e come me milioni di persone a cui di Berlusconi non frega niente, e del suo pensiero men che meno. Anzi di persone che vogliono l'esatto contrario di quello che vuole Berlusconi.
Mi viene un forte sospetto: questo centro-sinistra vuole andare a casa. Non mi spiego diversamente il loro atteggiamento. Questa gentenha stipendi altissimi, molti di loro pensioni a vita sia che il Parlamento si scioga sia che non si sciolga. Berlusconi quando perdeva elezioni (ne ha perse 4... che dire...), quando perdeva pezzi, quando perdeva credibilità, si preoccupava di dire: noi NON CE NE ANDIAMO! Era la prima cosa che diceva. E tutti gli facevano eco. Questo governo non fa che dire: ora cado, ora cado, ora cado. Aiutatemi a capire che cosa vuole fare, aiutatemi a capire perché io ho la forte, sgradevole, sensazione che abbiano mollato. Sulle intenzioni di Mastella ormai i dubbi sono pochi. Lui vuole che si torni a votare. Ma anche a Mastella vorrei dire una cosa: se vai a casa adesso, il tuo partito verrà spazzato via da una legge elettorale voluta dal popolo con un referendum e finalmente ti potrai ritirare a vita privata. Forse è questo che vogliono, fare cadere il governo. Loro non hanno problemi ad arrivare a fine mese. A loro non importa se la legge Biagi rimane così come è e noi rimarremo precari a vita. A loro non costa nulla. Paghiamo noi.