Qualcuno dice che sono paranoico. A sostegno di questa teoria, i miei detrattori, dicono che arrivo troppo presto alla stazione, quando devo prendere un treno, o all'aeroporto, se devo prendere l'aereo. Dicono che sono paranoico perché mi piace che la cena sia pronta per tempo quando ho ospiti, perché arrivo puntuale, se posso, agli appuntamenti. Loro dicono che sono paranoico, io dico che sono responsabile.
Due anni fa ho votato Prodi alle primarie. L'ho fatto perché non conoscevo Scalfarotto. L'avevo sentito parlare su Radio Radicale, l'avevo trovato gradevole, ma non lo conoscevo abbastanza. Mi convinsi a votare Prodi perché ritenevo che avesse bisogno di forza per il suo progetto politico. Scalfarotto non aveva sufficiente visibilità per potere davvero essere votato come Presidente del Consiglio da una parte consistente degli italiani.
E' passato qualche anno e Scalfarotto ha appoggiato - e votato, suppongo - Veltroni come segretario del PD. Anche io l'ho appoggiato e votato. Perché Scalfarotto, abbiamo pensato, non ha la visibilità sufficiente per essere votato come Segretario del Partito Democratico. Poi sono state fatte le liste. Io sono toscano e ho votato Scarpetti, Realacci, Chiti e tutti gli altri. Nelle liste non c'era nessuno che avesse meno di quaranta anni, almeno non nelle posizioni eleggibili. Veramente non c'era nessuno che avesse meno di cinquanta anni, a controllare bene. Ma, d'altronde, non si mettono in lista persone che non hanno visibilità sufficiente per portare voti al Partito Democratico.
Io sono paranoico e mi piace arrivare in tempo agli appuntamenti. Per questo voglio, esigo e pretendo che il Partito Democratico crei visibilità per una nuova generazione politica da portare in Parlamento, da candidare alle Primarie, da candidare alla Presidenza del Consiglio. Abbiamo 5 anni, abbiamo tutto il tempo, per prendere il treno, per preparare la cena, per non arrivare tardi a questo appuntamento. Abbiamo tutto il tempo per far emergere figure credibili e preparate, per far fiorire una nuova classe dirigente per questo Paese.
Abbiamo perso. Abbiamo perso non per colpa di Veltroni, è troppo facile prendere un dirigente, fargli governare - questa parola mi ricorda un'espressione di mio nonno contadino: "vado a governare gli animali" - un partito per sei mesi e poi dire che è sua la colpa della sconfitta. La colpa della sconfitta è di una sinistra che non è più tale abbastanza, che non è abbastanza riformista, che non si rinnova con la necessaria velocità. La colpa della sconfitta è nostra, di tutti noi, che accettiamo che sempre le stesse persone ci rappresentino e non facciamo nulla perché questo cambi. A Roma qualcosa hanno fatto. I romani hanno dato un segnale preciso e incontrovertibile. Vogliamo una nuova classe dirigente. La pretendiamo e la meritiamo. Non votiamo il sindaco che era sindaco negli anni 90. Sono passati vent'anni, il mondo è cambiato, il Paese è cambiato, che cambino anche i governanti. Facciamo che da questa sconfitta nasca il fiore di una vera nuova stagione, fatta di passioni nuove, di facce nuove, di idee nuove.
Quello che c'è da fare adesso, è di creare visibilità per giovani meritevoli in modo che alle prossime primarie, fra cinque anni, i democratici italiani possano davvero scegliere, a ragion veduta, fra il quarantacinquenne Ivan e il sessantenne Walter.
Sono paranoico? Sono troppo in anticipo? Può darsi, ma non è un treno che intendo perdere. Non voterò ancora una volta persone che rappresentano la vecchia guardia solo perché hanno sufficiente visibilità.