Anche Giuseppe Lumia, con più di tre legislature in carriera ma è al disotto dei 15 anni, ha chiesto la deroga per essere nuovamente candidato. La decisione dovrebbe essere presa domani.
A Federica Fratoni – Segretaria Comunale
A Daniela Belliti – Segretaria Provinciale
Ad Andrea Manciulli – Segretario Regionale
A Walter Veltroni – Segretario Nazionale
Cari compagni di viaggio del Partito Democratico,
Questa mattina ho proposto la mia candidatura per le liste della Camera del Partito Democratico. Da quando faccio politica, cioè da pochi mesi, ho notato una cattiva abitudine, e cioè quella di "farsi proporre" da qualcun altro, per questo ho voluto proporre io stesso la mia candidatura. Alcuni anni fa Prodi disse che se i giovani vogliono farsi strada in politica devono volere il posto che non hanno, ed è proprio quello che sto facendo.
Io ho 29 anni, non sono un "bamboccione", vivo da solo da 10 anni, convivo da 2, ho un contratto precario da 6 anni. Lavoro nel campo dell'informatica: programmo e mi occupo di nuovi media. Negli ultimi anni mi sono anche iscritto all'Università, ho scritto un libro, ho pubblicato un rivista on line che esce ogni mese.
Alle Assemblee di Circolo di questa mattina è stato chiesto di esprimersi su figure locali da candidare in Parlamento. Mi sono candidato perché se voi, Manciulli in testa, volete portare dei volti nuovi in Parlamento abbiate la possibilità di farlo. Non ho sponsorizzazioni di nessun genere, da parte di nessuna voce forte all'interno del Partito. Ho solo voglia di fare. Mi sono candidato perché l'assemblea alla quale partecipavo stava precipitando in schemi vecchi e pericolosi per il Partito nascente e per la sfida elettorale che ci attende.
Ma sono contento anche se non mi candidate. Sono contento se scegliete comunque dei volti nuovi da candidare, se candidate Ivan Scalfarotto alla Camera (si può firmare un appello per la sua candidatura all'indirizzo http://www.imille.org/2008/02
Si può fare; adesso facciamolo.
Con Affetto
Emidio Picariello![]() |
Forse troverAi delle risposte Qui Tutto quello che avresti sempre voluto sapere sulla sinistra e sul precedente governo e non hai mai osato chiedere |
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Cos'è il PD?
Il Partito Democratico è un partito nuovo, che eredita la tradizione riformista italiana di partiti socialisti, cristiani, liberali e ambientalisti.
Ciononostante, non si tratta solo di un restyling di vecchi partiti, ma di un partito davvero nuovo, con nuove idee, che sa conservare il suo passato ma guarda con decisione al futuro. Un partito aperto alla cittadinanza, un partito che crede che insieme possiamo farcela a far rinascere questo paese. Insieme, si, perché per farcela abbiamo bisogno anche di te. Vuoi provarci anche tu?
Non me ne frega nulla.
Aristotele sosteneva che l'uomo è un'animale politico. Politica è interessarsi di tutto ciò che si ha attorno, e quell'I CARE (che significa "mi interesso", appunto) pronunciato da Don Milani ai suoi ragazzi di Barbiana, da contrapporre al ME NE FREGO di fattura mussoliniana. Fregarsene, nella storia, guardare solo al proprio orticello e disinteressarsi degli altri, ha sempre portato a sanguinose dittature.
Prima vennero per i comunisti/E io non alzai la voce/Perché non ero un comunista.
Poi vennero per i socialdemocratici/E io non alzai la voce/Perché non ero un socialdemocratico.
Poi vennero per i sindacalisti/E io non alzai la voce/Perché non ero un sindacalista.
Poi vennero per gli ebrei/E io non alzai la voce/Perché non ero un ebreo.
Poi vennero per me/E allora non era rimasto più nessuno/Ad alzare la voce.
(Pastore Martin Niemöller, oppositore del regime hitleriano e per questo rinchiuso nel campo di concentramento di Dachau)
Sei ancora convinto di voler restare a guardare senza far nulla?
Ma la politica è uno schifo, sono tutti ladri
Sicuramente lo spettacolo che ha dato e da la politica italiana non è dei migliori. Mortadella e champagne in Senato portati dalle destre per brindare alla caduta del precedente governo, mentre il governatore della Sicilia festeggiava coi cannoli una condanna, son di certo simbolo di una decadenza, del punto più basso forse mai raggiunto dal nostro paese da quando c'è la Repubblica. Una mancanza di morale che si è estesa fino alle istituzioni. Per questo il PD ha voluto darsi un Codice Etico ben definito, che vede nel rispetto dei principi costituzionali il suo fondamento. Un partito pluralista, trasparente, che riconosce i meriti di ognuno. Un partito che non ha paura di pronunciare parole come onestà e responsabilità, che sembravano scomparse dal vocabolario della politica. Un partito contrario a privilegi e logiche clientelari.
Un partito che caccia via i condannati dalle sue file. Un partito nuovo. Se questi sono i presupposti, perché non crederci?
Ci sono sempre le stesse facce
La destra presenta lo stesso candidato premier da quasi 15 anni, il PD si presenta come partito davvero nuovo e con un leader innovatore. Un partito che vuole riportare l'entusiasmo per la politica, un partito che per la prima volta include donne e giovani fra i candidati, e lascia ai cittadini la scelta degli stessi tramite il meccanismo delle primarie. Un partito tanto nuovo e innovatore da creare, primo partito al mondo, dei circoli interamente on-line, sfruttando tutte le possibilità democratiche del mezzo internet. E al suo interno il nostro gruppo de iMille, che come i mille garibaldini vogliono cambiare l'italia, ma con quella piccola i che ne evidenzia le capacità e la voglia di interazione e interattività, strizzando l'occhio al futuro. È davvero tutto uguale, o finalmente qualcosa sta cambiando?
Io non voto, tanto non cambia nulla
Non è vero. In molti sostengono che l'astensionismo possa in qualche modo mandare un segnale al sistema, ma non è così. Chi vince purtroppo se ne frega del numero di voti con cui vince, e in questa tornata elettorale non votare significa favorire uno schieramento che abbiamo già provato per cinque anni. Uno schieramento succube degli interessi personali del suo leader, appena prosciolto dall'ennesimo processo grazie a una legge fatta da lui stesso mentre era al potere. Uno schieramento che coi vari condoni non ha fatto che incentivare la parte peggiore del paese, la furbizia e l'evasione fiscale. Uno schieramento che ha incentivato la precarietà e aumentato il divario fra ricchi e poveri del paese, coi primi a fare guadagni mentre gli altri non arrivavano più alla fine del mese. Uno schieramento il cui leader ha detto chiaramente che il figlio dell'operaio non può partire con le stesse condizioni del figlio di un imprenditore. Uno schieramento che ha distrutto i conti dello stato, conti che solo grazie al governo Prodi son tornati in ordine, pur a costo del sacrificio nelle tasche di tutti. Montanelli sosteneva: "Quando gli italiani avranno fatto l'esperienza del Berlusconi politico, se ne allontaneranno: sarà come fare il vaccino, si creeranno gli anticorpi contro una tal politica". Vogliamo forse dargli torto?
Almeno la destra é durata 5 anni
La durata non è necessariamente una virtù. Anche una grave malattia può durare per anni, ma non per questo è piacevole. E comunque anche Berlusconi ha dovuto fare due diversi governi e vari rimpasti, per i litigi della sua coalizione. Alla fine del loro mandato, inoltre, prima che le elezioni proclamassero vincente la sinistra, quella destra ha prodotto una legge elettorale che è stata definita una "porcata" dal suo stesso autore, al solo scopo di rendere ingovernabile il paese e poter tornare presto al potere. Una legge del genere mostra con evidenza quanto stia loro a cuore il bene della nazione, e quanto invece la loro poltrona. Vogliamo che ritornino a sedercisi sopra?
La sinistra è stata al governo e ha saputo solo litigare. Perché dovrei votarla?
Questo è in parte vero. A causa della legge elettorale, la sinistra è stata costretta a costruire una coalizione tanto eterogenea da risultare, di fatto, ingovernabile. Per questo il PD, anche a costo di perdere le elezioni, ha deciso di presentarsi da solo, e di dare così una svolta innovativa alla politica italiana in senso bipolarista, per far allineare la nostra democrazia a tutte le maggiori democrazie del mondo, affinché partitini minuscoli non vengano più a ricattare col loro piccolo voto e per i loro personalistici interessi una nazione intera. Votare PD significa credere che anche il nostro paese possa vedere in un futuro l'alternarsi di due grandi partiti, uno di stampo riformista e uno di stampo conservatore, che con idee differenti puntino entrambi al bene del paese, come succede negli Stati Uniti e nel resto d'Europa. Vogliamo continuare a vivere nel nostro medioevo di interessi personali e corporativi?
In ogni caso, in due anni di governo la sinistra ha solo messo nuove tasse
Nulla di più falso, anche se la propaganda berlusconiana (non dimentichiamo il suo controllo sulle reti televisive) non ha fatto che sostenere il contrario.
Tralasciamo il fatto che bisogna sempre ricordare quali servizi "compriamo" con le nostre tasse (Sanità e Scuola pubblica, tanto per dirne due, son diritti conquistati col sangue dei nostri padri, e dovremmo diffidare da chi con la scusa delle tasse vuole smantellarli; si pagheranno meno tasse, poi, ma molto di più per aver garantite salute e istruzione, senza per questo migliorare i servizi, se consideriamo che, ad esempio, nelle statistiche dell'Organizzazione Mondiale della Sanità il nostro paese sta al secondo posto, dietro la Francia. Qualche euro in meno di tasse valgono davvero quanto queste conquiste democratiche?).
Le tasse, comunque, non sono diminuite per riportare in sesto i conti pubblici, ma si era già pronti a distribuire il famoso "tesoretto" recuperato grazie a una incessante lotta all'evasione fiscale. Pagare tutti avrebbe significato pagare meno, finalmente, dopo tante promesse berlusconiane mai mantenute, tranne nel dare vantaggi fiscali alle sue aziende personali. I titoli Mediaset sono già in rialzo, dopo la caduta del governo Prodi. Vogliamo che continuino a salire a nostre spese?
Ma in due anni di governo la sinistra cosa ha fatto?
Il Financial Times, uno dei più autorevoli giornali nel mondo, e di certo non politicamente schierato, sostiene:
"Malgrado l'incubo aritmetico al senato, il governo Prodi si è comportato in maniera sorprendentemente buona durante i suoi 20 mesi. L'evasione fiscale è stata drasticamente ridotta, e un deficit di bilancio pari al 4,4% del pil lasciatogli dal precedente governo Berlusconi è stato tagliato a circa il 2%. Il trend ascendente del debito pubblico è stato invertito. Benché la crescita sia stata fiacca, la disoccupazione è al livello più basso degli ultimi 15 anni, sotto l'8%. Benché Berlusconi abbia portato un benvenuto grado di stabilità restando in carica per l'intera legislatura, quello è stato l'unico risultato conseguito. Il suo governo non riuscì a realizzare alcuna rilevante riforma economica e permise alle finanze pubbliche di deteriorarsi gravemente. La sua agenda fu dominata dai suoi interessi personali e sfruttò il controllo del suo impero mediatico. Il suo comportamento erratico gli alienò la maggior parte dei partner europei" (23 gennaio 2008)
A tutto questo possiamo aggiungere altre grandi e piccole manovre:
Non dimentichiamo, inoltre, un prestigio ritrovato dall'Italia a livello internazionale, dopo anni di politica estera fatta a colpi di corna e battute razziste. Un ritrovato ruolo dell'Italia nel campo della mediazione e della Pace, come nei casi dell'intervento in Libano (di cui detiene il comando), del ritiro dall'Iraq e della promozione della moratoria contro la Pena di Morte. La crescita dell'export italiano (+15%), al più alto livello in Europa, mostra questa ritrovata credibilità del paese.
Tutto questo in soli due anni. Certo, si poteva fare di più, ma si era ostaggio di mille partitini, che han portato anche alla caduta prematura del governo. Ma la strada intrapresa era certamente quella giusta, e presentandosi da soli la si potrà percorrere con ancora maggior decisione. Perché interromperla?
INSIEME
Nessuna lista 'De Mita', né un avvicinamento alla 'Rosa bianca'. Ma nemmeno un "addio alla politica". Semplicemente, un "addio al Pd". Così Ciriaco De Mita lasciando il coordinamento nazionale del Pd, dove ha preso la parola per annunciare, in dissenso sulle regole per la selezione delle candidature, il suo abbandono al partito. Ma non è un addio alla politica. "Come diceva un poeta spagnolo - spiega -, 'Quando moriro' morirò con la chitarra in manò, io dico che quando morirò farò l'ultimo discorso elettorale".
"Nell'applicazione dello statuto sono vittima dell'età. Mi ribello e vi lascio". Così l'ex segretario Dc Ciriaco De Mita, prendendo la parola all'inizio della direzione del Pd, ha protesta,secondo quanto riferito, per l'esclusione della sua candidatura. "Non sarò con voi - avrebbe aggiunto De Mita - ma contro di voi".
Non mi candido, meglio valorizzare i giovani economisti. Il vice-ministro dell'Economia Vincenzo Visco lo scrive in una lettera inviata al segretario del Partito democratico Walter Veltroni. "La mia presenza in Parlamento non è decisiva", scrive il responsabile della politica fiscale che, dopo sette legislature passate in Parlamento, richiama invece l'attenzione su un gruppo di "giovani economisti interessati alla politica ed ai problemi del Paese".