Base Popolare per il Partito Democratico

la base siamo noi: un blog di politica per i non addetti ai lavori

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Nome: Emidio Picariello
Quella del PD sarà la mia prima tessera. Per questo il PD deve somigliarmi il più possibile, perché io sogno un Paese normale, e altri come me hanno lo stesso sogno.

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martedì, 27 novembre 2007

Risposta di Daniela Belliti

Naturalmente alla risposta di Daniela Belliti do lo spazio di un post:

 

Caro  Emidio,

 

la mia prima proposta è, visto che militeremo nello stesso partito, di passare al “tu” nella nostra modalità di comunicazione.

Io non mi sottraggo alla vis polemica di nessuno, anche nel caso in cui questa sia rivolta direttamente alla mia persona. Ho maturato, nel corso del mio lungo impegno politico, la serenità nell’affrontare un dibattito libero e franco sulle persone e sulle idee. Per quanto riguarda me, vorrei fare solo alcune precisazioni. E’ vero, sono stata iscritta al PCI, quando, avendo militato nei movimenti per la pace, quel partito ingaggiò la battaglia contro gli euromissili e per il disarmo unilaterale. Poi ho sposato la causa della svolta perché convinta che solo così la sinistra avrebbe avuto un futuro in questo Paese, e coerentemente ora ho sostenuto la scelta del Partito Democratico.

Devo solo correggere l’attribuzione di politica di mestiere, perché in realtà ho via via alternato ruoli di direzione a incarichi di lavoro: un lavoro, il mio, che attiene alla ricerca universitaria che penso presto di reintraprendere.

Infine non mi considero il rinnovamento della politica pistoiese, ma penso di mettere a disposizione la mia esperienza per renderlo effettivamente possibile.

Vedi, una nuova classe dirigente non si costruisce dall’oggi al domani, ma c’è bisogno di tempo e di formazione teorica e pratica; c’è bisogno di  ripristinare regole che consentano una selezione chiara e trasparente basata sul merito e non sulla fedeltà, sulla capacità di rappresentare idee raccogliendo consenso e non sulla logica della cooptazione; c’è bisogno di ricostruire un’unità vera sulla politica, e non un’unità consociativista fondata sugli accordi preventivi di potere.

Questa, secondo me, è la discontinuità; più che sulle persone, sulle idee che esprimono e sulla determinazione a portarle avanti.

Le regole di gestione di questa fase transitoria non le ho scelte io.

Avverto il rischio di disperdere l’enorme potenziale del 14 ottobre riducendo a sedi ristrette il luogo delle decisioni.

E infatti la mia proposta di lavoro per il coordinamento provinciale è tutta rivolta ad allargare il confronto, e sviluppare la partecipazione, e considero sterile l’attenzione concentrata sulla pariteticità delle liste dentro lo staff, perché dimostra che non si è capito una cosa: nessuno di noi rappresenta il popolo del 14 ottobre.

Quel popolo va oltre tutti noi, e noi siamo semplicemente al suo servizio in questa fase fondativa.

Dopo di che mi chiedi se c’è spazio nel PD per chi non proviene da precedenti appartenenze politiche.

Certo. Io sono convinta che se faremo un buon lavoro, la campagna di adesioni al Partito vedrà un rinnovamento rilevante della sua base. Lì saremo tutti alla pari, nell’avvio di un percorso di costruzione in cui ciascuno darà il proprio contributo: di idee, di passione, di servizio.

Se siamo d’accordo sul fatto che siamo tutti importanti, ma nessuno indispensabile, penso che ricostruiremo l’idea di un collettivo, di un partito del “Noi”.

La responsabilità che mi sono presa, esponendomi di persona ancora una volta alle prevedibili obiezioni di cui anche tu ti sei fatto interprete, la voglio condividere con chi pensa di fare un servizio all’intera comunità.

A presto

                                               Daniela Belliti

 

 

27.11.2007

postato da: basepopolare alle ore 17:53 | link | commenti
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domenica, 25 novembre 2007

Accade ieri

Ieri c'è stata, chi è di Pistoia ne avrà letto su Tirreno e Nazione, l'ufficializzazione del nome di Daniela Belliti come coordinatore provvisorio provinciale. Vi racconterò la mia giornata. Lo so, questo è un blog di politica, non di fatti miei, ma in questo particolare caso le due cose coincidono. Sono arrivato nel palazzo della provincia all'ora della convocazione dell'assemblea, le dieci e c'era poca gente. Incontro una delle persone che ho conosciuto in questi mesi (non mi ricordo mai il nome, e mi scuso con lui) e mi fa: ho letto sul giornale la lettera che hai scritto. Io che ormai pensavo che la cosa si fosse esaurita senza notizie sui quotidiani locali sono rimasto sorpreso (di nuovo)  e sono andato a comprarmi il Tirreno. L'assemblea è cominciata. La candidata unica era la Belliti. Il Buonomini ha presentato un ordine del giorno che chiedeva che tutte le liste fossero rappresentate nel comitato che il coordinatore formerà adesso. Non gli è stato consentito di votarlo, nel senso che l'assemblea ha votato che l'ODG si votasse la sera (scusate il gioco di parole, colpa della burocrazia). A questo punto me ne sono andato: niente sorprese, niente divertimento. E mentre me ne andavo sento una persona che diceva: "anche stamattina la lista Buonomini ha polemizzato sul Tirreno...". Ora, dato, che LA POLEMICA era il titolo del mio articolo, e dato che io avevo scritto quella lettera di getto, senza nessun condizionamento o consulto con nessuna lista (neppure iMille ne sapevano niente, l'ho scritta, è piaciuta e ne è nato il comunicato stampa), la velata accusa di strumentalizzazione mi ha fatto arrabbiare. Allora sono tornato a casa, ho pranzato, ho scritto una risposta, sono tornato lì, e ho chiesto di intervenire. Il mio intervento è stato questo, più o meno:

"Prima di tutto voglio ringraziarvi per avermi dato la possibilità di parlare non essendo un eletto. Mi ha spinto a intervenire il fatto che mentre andavo via, stamattina, ho sentito qualcuno che diceva qualcosa tipo: “quella lista polemizzava oggi anche sul Tirreno”, e dato che la parola POLEMICA è stata improvvidamente messa dai giornalisti sopra un comunicato stampa de iMille di cui faccio parte e che conteneva una mia lettera aperta a Daniela Belliti, ho voluto fare quest'intervento per dire prima di tutto che anche io considero, come ha detto la Belliti, superata l'esperienza delle liste. Prima qualcuno, in un intervento, ha detto la stessa cosa, ma poi ha aggiunto: “penso di parlare a nome di tutta la lista” e questo mi ha fatto sorridere, ma trovo naturale, dato che si è fatto un percorso insieme, il senso di appartenenza. Ma ancora una volta concordo con la Belliti, il senso di appartenenza deve essere adesso il senso di appartenenza al PD. In questo senso capisco che la Belliti non mi abbia voluto rispondere per non alimentare una polemica. Ma proprio alla luce di questo nel mio intervento voglio riportare la discussione su un piano di merito che superi le logiche delle divisioni interne. Perché nel merito la mia lettera aperta poneva una questione molto precisa. Non so quanti di voi non sono consolidati della politica. E non penso che questa sia una condizione per essere degli ottimi fondatori del Partito Democratico. Però, dall'altra parte, se nessuno dei fondatori del partito democratico viene dalla società civile si conferma la mia impressione e cioè che è molto difficile per chi non ha una storia politica partecipare a questo processo costituente. E' stato molto difficile per me trovare spazio nelle liste che si presentavano il 14 ottobre e poi gentilmente una di queste mi ha ospitato. E' stato molto difficile in tutta Italia. In molte parti d'Italia persone meno testarde di me hanno rinunciato. Prima la Belliti ha risposto a domande fatte dalle altre liste in merito al tema della collegialità. Adesso vorrei porle questa domanda, pregandola di vederla per quella che è, come una richiesta di partecipazione, senza nessuna vis polemica: c'è posto per chi non era nella politica fino a ieri per portare il suo contributo? Se sì quale?"


Altri interventi si sono suseguiti e alla fine la Belliti, nel discorso in cui accettava la responsabilità dell'incarico, mi ha risposto dicendo che il posto c'è. Bene, buono a sapersi. Ora comincerò a mandarle i miei contributi di merito.
postato da: basepopolare alle ore 15:15 | link | commenti
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mercoledì, 21 novembre 2007

Lettera aperta a Daniela Belliti

Gentile Dottoressa Daniela Belliti,

leggendo i giornali in questi giorni mi sono sorpreso e costernato. Ho letto infatti sui quotidiani che Lei sarà il coordinatore provinciale del Partito Democratico a Pistoia. Sono sorpreso e costernato non perché io abbia qualcosa contro di Lei personalmente. Io, infatti, non la conosco. Io non sono un politico, le primarie sono state la mia prima esperienza. Ci siamo incontrati solo una volta, ad una assemblea dei candidati dopo le primarie, e ci siamo trovati in apparente disaccordo su un punto. Lei ha detto che il grande afflusso alle primarie era una risposta all'antipolitica. Io ci ho tenuto a sottolineare - e lo so perché da fuori dei partiti si sente meglio che cosa pensano le persone, quelle che ho trascinato a votare dicendogli che votavano per il rinnovamento della politica - che quelle persone non hanno dato un voto di "fiducia" ai partiti preesistenti, ma hanno detto che vogliono partecipare. Sfumature? Forse, ma comunque importanti. Anche io ho detto che voglio partecipare, l'ho detto con delle mail alla segreteria dei DS di Pistoia alle quali ho ricevuto una sola risposta quasi seccata, quest'estate. Quindi, a parte questi due piccoli incidenti irrilevanti, io non ho nulla contro di Lei personalmente. Sono costernato e sorpreso, quindi, per altri motivi. Uno è che leggendo le regole uscite dalle assembree, il nome del coordinatore dovrebbe essere votato dagli eletti alle primarie. Leggere i nomi dei coordinatori così allineati uno dietro l'altro mi ha dato il senso della spartizione fra vecchie segreterie. Leggo anche sui giornali che lei si considera il rinnovamento della politica pistoiese. Anche in questo caso, il non conoscere nessuno e l'ambiente, mi consente di fare solo una riflessione sui fatti che so: Lei fa politica di mestiere, è l'attuale segretario dei DS, è stata nel PCI, è stata alcuni anni fa il segretario dei DS. Sbaglio qualcosa? L'ultima cosa che mi costerna e mi sorprende è che quella lista di segretari sul giornale, e il Suo nome anche, sembrano tener conto di una spartizione politica delle segreterie e ignorare completamente la lettera che Veltroni ha scritto ai segretari regionali. Le copio un pezzetto di quella lettera che mi pare significativo:

"E' importante, inoltre, che nel processo di costruzione della presenza del PD nella società italiana non vadano perduti i caratteri che hanno connotato la sua nascita: il pluralismo e l'apertura alla società. Per queste ragioni un partito che risultasse diretto nelle realtà provinciali, che saranno chiamati a scegliere i propri vertici il 20 novembre, in modo quasi esclusivo da uomini che di volta in volta abbiano precedentemente diretto le strutture territoriali preesistenti dei DS e Margherita, rinuncerebbe a molte delle potenzialità che si sono manifestate nella società italiana e che aspirano ad essere rappresentate dal PD.

Vi chiedo per questo uno sforzo, pur nel rispetto dell’autonomia delle assemblee che si pronunceranno, per costruire un quadro d’insieme nella vostra Regione, che eviti appunto, nella scelta dei dirigenti locali, la rappresentazione di una mera sommatoria tra le organizzazioni preesistenti."


Ora capisce perché sono costernato e sorpreso? Perché pare che ogni segretario abbia detto: "se solo io che prima ero segretario adesso divento coordinatore, tutti gli altri possono rinunciare". Solo che con in questo modo state per fare esattemente quello che Veltroni, e peggio ancora la gente, non vuole. State per dare il messaggio che la società che vi è venuta a votare questo deve fare, e non altro, solo venirvi a confermare il potere.

Io sono, lo ripeto, alla mia prima esperienza politica. Volevo un po' di rinnovamento nella politica, sognavo, e sogno ancora, questo. Non ho nessun interesse a continuare questo percorso appena iniziato, ho espresso più volta la filosofia di una politica che si chiede cosa può fare per gli altri. Io posso, senza che mi costi nulla se non la costernazione che dà la fine di una speranza, tornare di buon grado ad occuparmi dei fatti miei. Penso però di avere contenuto e idee da portare nel PD, ma adesso mi chiedo e Le chiedo: c'è spazio per chi come me vuole fare politica nel PD, ma non ha un passato politico da spendere? C'è spazio per l'innovazione nel PD, o sono solo parole? C'è qualcosa che posso fare per contribuire o questo partito è interessato solo a chi c'era già prima?

Certo che saprà farmi avere una sua risposta

Con Cordialità

Emidio Picariello
postato da: basepopolare alle ore 09:16 | link | commenti (5)
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martedì, 20 novembre 2007

Chi copia chi

Il fallimento politico di Rutelli si consumò nell'errore della "brutta copia". In quel modo, giocando con il suo avversario politico con le sue stesse carte, Rutelli perse le elezioni. Oggi Berlusconi gioca le carte che ha giocato il PD, le gioca in modo simile, al limite dello scimmiottamento, sfruttando le stesse piazze e addirittura le stesse sale conferenza. Dato che Berlusconi immagino sia meno sprovveduto di Rutelli, ci sarà sicuramente un motivo. Spero solo che questo motivo non sia permettere a dei senatori (non faccio nomi ma li abbiamo tutti chiari in mente) di passare ad un partito che non sia Forza Italia, ma che gli consenta di fare cadere il governo e avere ancora un futuro politico. Troppa dietrologia?
postato da: basepopolare alle ore 08:10 | link | commenti
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venerdì, 16 novembre 2007

Ipse Dixit

...

L’attesa dell’implosione della maggioranza rischia di essere l’attesa di... Godot se il centrodestra non contribuisce alla sollecita rimozione del macigno che sbarra la strada alle nuove elezioni: l’attuale legge elettorale, una legge che obbliga tutti ad alleanze eterogenee in cui è enorme il potere di interdizione e di ricatto anche di formazioni ultraminoritarie, con ridottissimo consenso popolare e che non a caso proliferano come i funghi dopo le piogge.

Una condizione che non ha riscontro in alcuna democrazia e che è semplicemente folle in un Paese come il nostro dove il presidente del Consiglio ha meno poteri di governo del sindaco di un paesino e dove per varare anche la più semplice delle leggine il Parlamento impiega in media un tempo cinque volte maggiore della Francia o della Germania.

...

Dal corriere.it di oggi traggo queste interessanti parole. Di chi sono? Ve lo dico, così non andate a ricercarle. Sono di Gianfranco Fini. Ora mi chiedo (e gli chiedo, ma purtroppo nessuno legge il mio blog, di quelli che vorrei): ma lui dov'era quando il governo di cui era ministro approvava la legge elettorale che ha precipitato il paese in questa condizione "semplicemente folle"?
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giovedì, 15 novembre 2007

Non vorrei essere nei suoi panni

Non vorrei essere in quelli di Berlusconi, stasera. Non ci vorrei mai essere, a dire il vero, ma stasera meno del solito. Lui ha scommesso su qualcosa di molto preciso, ha vaticinato che stasera il governo non ci sarebbe più stato. Fatti i dovuti distinguo (d'altronde troppo da uno che ha il nome di un pistolero non si può pretendere) la maggioranza vince, come si diceva da bambini con altro significato.
Adesso si apre una fase politica nuova. Berlusconi è riuscito, con questa sua strategia, a rendere scomoda la posizione dell'opposizione, che da un punto di vista ideologico è certo più comoda di quella del governo. Ora è tutto da vedere, sperando che il governo non gli renda il favore buttando ai cani il vantaggio che ora ha acquisito.
postato da: basepopolare alle ore 23:06 | link | commenti
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martedì, 13 novembre 2007

Una cena a Pistoia

Il lavoro che aspetta quelli che hanno partecipato alla costituzione del Partito Democratico tramite le primarie è ancora molto. E quale posto migliore per parlare di lavoro che un bella tavola imbandita? Per questo i Democratici che hanno partecipato alla primarie nella lista con Veltroni, sono lieti di invitare tutti coloro che vogliono partecipare ad una cena di lavoro che si svolgerà all'Agriturismo VILLA FREDDA in Via Castel Biagini a Cantagrillo (alla rotonda della Vergine andare verso Empoli, poi verso Cantagrillo - superato il distributore dell'ERG dopo 100 metri prendere Via Baco, poi la prima a destra seguendo l'indicazione Villa Fredda)

Vi preghiamo di far pervenire la vostra prenotazione quando prima, e sicuramente entro mercoledì sera all'indirizzo:

leardo_corsini@virgilio.it

Il costo della cena è di 20,00 Euro a persona.

A venerdì
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sabato, 10 novembre 2007

Gli altri epurati

Così questa settimana mi sono visto sia Santoro, sia Luttazzi (la puntata di sabato su Comedì Central). La puntata su Biagi di Anno Zero è stata molto emozionante, per me. La puntata di Luttazzi invece mi ha ricordato come troppa rabbia faccia male all'arte. Sono d'accordo con quasi tutte le critiche di Luttazzi al governo Prodi e devo ammettere che è l'unico che ha riconosciuto il lavoro di Padoa-Schioppa. Solo che da un comico non mi aspetto una fine analisi della situazione politica attuale. Mi aspetto che mi faccia ridere. Speriamo che ora che si è sfogato possa permettersi di essere più divertente (lo scoprirò mercoledì, la tv al sabato sera mi mette un po' di tristezza).
postato da: basepopolare alle ore 15:11 | link | commenti (1)
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martedì, 06 novembre 2007

La cosa più triste

La cosa più triste dell'editto bulgaro di Berlusconi è che ha tenuto lontano dai teleschermi Biagi quando era ancora in salute. Mi ricordo che leggevo via wap una rubrica sul sito wap Vodafone (se non ricordo male) pur di essere ancora raggiunto da quella arguzia.
Riposa in pace Biagi, riposa in pace.
postato da: basepopolare alle ore 20:03 | link | commenti
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domenica, 04 novembre 2007

Spagnolo è italiano

Oggi niente consigli dei ministri straordinari per fare qualcosa contro la piaga degli ex tiratori scelti che impazziscono e sparano sulla folla? Perché, scusate, la vita di Giuseppe di Gianfelice vale meno di quella di Giovanna?

Le leggi non si fanno per emozione, le leggi si fanno perché necessarie.

Nessuna violenza si può giustificare, ma attenti, e soprattutto attento Veltroni: piacere a tanta gente è una gabbia seducente (se mi perdonate la citazione per niente colta).

 

postato da: basepopolare alle ore 16:17 | link | commenti (1)
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