Avrei voglia di fare tanti commenti su Veltroni, alcuni positivi, altri meno. Il primo è una riflessione, poi nei prossimi giorni posterò gli altri. Secondo me il fatto il candidato per le prossime elezioni si scelga oggi ed è un altro rispetto all'attuale premier e che questo candidato sia sindaco di Roma per molti anni ancora è un chiaro segnale a tutta la sinistra: non si va a votare prima della scandenza del mandato. Ma ha anche un altro vantaggio: Prodi non deve pensare alla sua futura carriera politica, perché governare non sarà più un problema suo. Sarà utile a fargli fare scelte più coraggiose di quelle fatte fin qui?
Il Partito Democratico oggi non esiste. In questo momento storico, intendo, il Partito Democratico è nella testa di ognuno di noi, non è ancora una reatà. E questo è un bene, come cercherò adesso di dimostrare. Non ci vuole un potere paranormale per capire che cosa è il PD nella testa degli attuali vertici di DS e Margherita. E per attuali vertici non intendo Fassino e RUtelli, intendo tutti quelli che, a qualche titolo, hanno un incarico in uno dei due partiti. Nella loro testa si scrive PD e si legge Poltrona Democratica. Tutti (e mi scusi se qualche "eccezione" sta leggendo queste righe, va da sé che qualche eccezione fortunatamente c'è sempre) si stanno preoccupando in questo momento di trovare la propria migliore collocazione. Nelle sedi di partito è tutto un febbrile movimento di poltrone, di segretari, di occhiate di traverso, di appoggi laterali. Le decisioni, nei due partiti, si stanno prendendo con i metodi meno democratici che la democrazia consente. Ecco perché è necessaria una impronta di cambiamento ed ecco perché salpano iMille. L'idea della politica che vorrei che questo movimento incarnasse, e le premesse sono delle migliori, è lo spirito che ha fatto nascere la Democrazia. Cerco di spiegarmi meglio. Se la Democrazia oggi non esistesse, se vivessimo in un mondo completamente anarchico, privo di qualunque forma di Governo e ci rendessimo conto che è necessario che qualcuno governi, che cosa faremmo? Ci riuniremmo, ci organizzeremmo e nomineremmo qualcuno che si occupi delle faccende di tutti. Quali sarebbero i compiti di questa o di queste persone? Semplicemente di fare le cose che servono per il bene di tutti quelli che lo hanno (o li hanno) nominati. Detto così sembra lapalissiano. Che accade invece oggi? Oggi succede che le città sono dei sindaci, e non i sindaci delle città, succede che chi ha un po' di potere lo esercita pro domo sua, per la sua casa, per la sua famiglia, per i suoi amici. Questa cosa accade a tutti i livelli.
La speranza sta nel fatto che oggi possiamo cogliere l'occasione che forse mai più si presenterà nella storia del nostro Paese, quella della nascita del PD. Questo vuol dire che possiamo disporre di un partito nuovo, di sinistra, che parte con una base elettorale già esistente. La base elettorale non è un fatto di poco conto, perché senza base elettorale non si governa, e se non si governa non si possono fare le cose. Ecco cosa vogliamo fare: vogliamo prenderci questo partito, ma non per ambizioni personali, non perché ci interessi "governare". Gli vogliamo solo dare una impostazione davvero democratica. Poi a governare ci penserà chi lo sa fare. Oggi possiamo però dare questa impronta nuova a questa cosa nuova, ecco perché è un bene che il PD non sia ancora realtà. In definitiva, noi vogliamo un partito che si proponga di governare per il bene del Paese, mettendo gli interessi delle persone davanti agli interessi dei governanti e di chi gli sta, in qualche misura, vicino. Non vogliamo un partito che sia l'unione di due gruppi politici per certi versi anche lontani da loro. Vogliamo un partito in cui la moralità sia un requisito indispensabile. Vogliamo un partito laico. Vogliamo un partito che abbia il coraggio di fare le riforme, anche quando le lobby non vogliono. Insomma vogliamo un partito nuovo davvero, che faccia bene all'Italia.
Montezemolo ha detto che il sindacato rappresenta solo la pubblica amministrazione e i fannulloni e forse intendeva dire che le due cose spesso coincidono. Partendo dal presupposto che tutte le generalizzazioni sono sbagliate, questa inclusa, mi pare doveroso fare una riflessione: la maggior parte delle pubbliche amministrazioni non funziona come dovrebbe. I sindacati, ma tutti quelli che ricoprono dei ruoli pubblici, dopo essersi scandalizzati per l'atteggiamento di Montezemolo, giustamente, dovrebbero fare una riflessione su come migliorare questa situazione. Perché gli intenti predatori di Montezemolo sono chiari a tutti. Lui vuole ritagliarsi uno spazio per diventare il successore di Berlusconi. Ma questo è un problema delle destre. Se invece scindiamo quello che ha detto da chi lo ha detto e perché scopriamo che Montezemolo non ha fatto altro che palesare un sentire comune a molte persone. Allora io, che non amo lamentarmi, apro un post di discussione: che cosa possiamo fare perché la pubblica amministrazione funzioni meglio e non passi da "fannullona"? Secondo me anche questo è un argomento sul quale iMille è giusto che esprimano un loro parere da portare poi nel Partito Democratico.
Sul blog di Mario Adinolfi, uno dei promotori della lista de iMille ci si interroga sull'opportunità di collegare iMille a Walter Veltroni. Brevemente e nel mio piccolo vorrei esporre i pro e i contro e il mio parere finale sull'argomento.
Contro:
Veltroni è un politico di carriera.
Il nome di Veltroni è stato fatto non per investitura popolare ma perché l'hanno deciso i soliti leader di partito
Veltroni non costituisce del tutto una novità
Pro:
Veltroni è giovane
E' un leader forte e l'Italia ne ha bisogno
Non ha macchie note sul suo curriculum
Mette tutti (o molti) d'accordo (e l'accordo serve)
Non ha fretta di far cadere il Governo
E' fortemente laico
A questo putno mi verrebbe da dire: i pro sono più dei contro. Ma prima di decidere se appoggeremo o no Verltroni secondo me è essenziale che iMille esprimano il loro parere su una serie di aree tematiche. Io comincerei dalla questione morale (se voltete posso cambiare il titolo di questo blog e chiamarlo "la questione morale nella politica", visto che ne parlo così spesso).
Comunque sinteticamente la mia proposta è questa:
chiediamo a Veltroni se lui si impegna, una volta diventato segretario del PD e di conseguenza eventualmente Capo di un futuro Governo, ad abolire la pensione ai Deputati e Senatori nelle forme che ho espresso in post precedenti, ad abbattere gli stipendi dei politici e a far sottoscrivere a tutti i polici del PD un patto morale con i cittadini. A queste cose che secondo me sono da portare avanti con tutta la forza che abbiamo perché servono per riavvicinare le persone alla politica e quindi a salvare di fatto la nostra democrazia, possiamo affiancare qualche altro punto caratterizzante. Se Veltroni ci appoggia, noi appoggiamo lui, altrimenti portiamo avanti un altro candidato.
Però è essenziale secondo me, a questo punto, che iMille scrivano il loro programma, altrimenti chiediamo a Veltroni di appoggiare cosa?
Stanno commettendo un errore e lo pagheranno in termini di voti. Fino al 14 ottobre posso sperare che perderanno voti in favore di forze nuove come i iMille all'interno del centro-sinistra. Dopo, se nulla cambia, so che li perderanno in favore di forze loro come Forza Italia, o Forza Nuova (non esageriamo, ma mi sono lasciato prendere dal gioco di parole). Il problema è che non c'è fiducia nella politica. La soluzione che producono è che non si devono pubblicare le intercettazioni. Scusate, non ho capito, perché non evitare di tenere comportamenti scorretti o opinabili, invece di costringere i giornali a non pubblicarle? Voglio dire: se pubblicassero le mie telefonate sarei infastidito dalla violazione della privacy, ma non risulterebbe nulla di cui debba vergognarmi. Il problema è la fiducia nei politici. La soluzione è fare politica in modo che nessuno possa dire nulla. Per questo ben vengano iMille e tutte le facce nuove, perché l'alternativa non è lamentarsi, è cambiare.
Guardo con interesse, e vi invito a farlo, anche il progetto de "iMille" che parte questa volta da Ivan Scalfarotto e da alcune persone a lui vicine. Anche in questo caso l'intento è quello di costituire un'alternativa all'interno del PD, di creare una lista, a quello che ho capito, senza l'intento di accaparrarsi dei posti, ma con la sincera intenzione di migliorare (io direi, a questo punto, salvare) il sistema politico italiano. Io sono quasi completamente d'accordo con gli obbiettivi di Francesco Costa che ho trovato
qui e per questo, anche in questo caso, mi butto a capo fitto. Gli suggerirei (e mi farebbe piacere avere il suo parere in merito) anche di aggiungere questo capitolo:
POLITICA
- riduzione dello stipendio dei parlamentari ad un tetto massimo di 5000 euro/mese;
- eliminazione del vitalizio per i parlamentari, da sostituirsi con il prolungamento dello stipendio per un massimo di 5 anni dalla fine del mandato, al fine di consentire loro di riprendere l'attività lavorativa;
- sottoscrizione di tutti gli aderenti attivi al PD di una carta morale, quello che per i medici è il giuramento di Ippocrate, per intendersi;
- professionalità nella politica: anche se politicizzati, i ministri devono possedere delle competenze specifiche per il ruolo che vanno a ricoprire
Mi chiederete: perché consideri tanto importante una battaglia sulla "forma", in qualche modo, della politica, invece che sulla sostanza?
La risposta è: in questo momento storico qualunque mossa del governo, anche per il bene del Paese, è delegittimata dalla sensazione che i politici siano lontani anni luce dai reali problemi delle persone. Queste poche cose che ho scritto qui sopra sono essenziali perché il PD abbia la forma (e la sostanza) di un partito popolare nell'accezione etimologica del termine. Allora, se riusciamo a far passare il principio che i Governanti sono del Paese e non il Paese dei Governanti possiamo colmare quella distanza che adesso esiste fra la politica e le persone. Se uno che guadagna quanto un normale manager e non una cifra inutilmente e vergognosamente alta mi dice che devo pagare le tasse, mi dice che è necessario aprire una nuova discarica, mi "governa", e io so che lui ha, almeno in teoria, dei principi morali che sono condivisibili e li ha sottoscritti, per me sarà molto più facile accettare le sue decisioni, anche se comportano dei sacrifici. Se, come oggi, persone di dubbia morale, che guadagnano centinaia di migliaia di euro per tutta la vita solo per il fatto di essere stati eletti, mi chiedono di tirare la cinghia, è normale che io abbia sempre meno fiducia nel sistema.
L'Onorevole neofascista (non lo dimentichiamo, le radici sono importanti) Gianfranco Fini si sta separando. Ci dispiace per lui e ci rendiamo conto che è una situazione difficile. Non ci pare speculazione però riflettere sul fatto che Berlusconi è al secondo matrimonio, Casini è divorziato e convive e Fini si sta separando da una donna che ha già un divorzio alle spalle. Fin qui tutto bene, le persone cambiano, le situazioni cambiano, l'importante è mantenersi civili e fare il bene dei figli. Quello che un po' sgomenta è che il centro destra ha fatto della famiglia una bandiera, e i suoi leader faticano a tenere insieme le loro. Allora questo valore della famiglia è un bene prezioso, da salvaguardare a tutti i costi, ma la felicità personale, evidentemente e giustamente, è nella loro vita più importante. Allora perché la felicità personale di Fini è più importante del principio che vuole la famiglia come nucleo classico e inscindibile e la felicità personale dei 100.000, 200.000, un milione o quanti erano ieri è meno importante di questo stesso principio? Perché oggi, a questo neofascista, interessano i voti dei moderati e quei voti si prendono solo opponendosi ai diritti degli altri. E, si sa, l'altruismo non esiste.
Ma torniamo al Partito Democratico. Siamo sicuri di volere ignorare la voce delle persone che hanno chiaramente detto che quei diritti sono per loro importanti? E' necessario che questa coalizione e il PD, che ne è figlio, si schierino apertamente in favore dei diritti, capiscano che per essere democratici non è sufficiente scriverlo nel nome del partito.
Tutto il tesoretto non basta per sanare il deficit pubblico, per dare soldi ai pensionati, per far ripartire l'economia, per fare, insomma, tutte le cose che ci sarebbero da fare. Servirebbero più soldi, 270 miliardi di Euro, per esempio. Forse non basterebbero, ma sono la cifra dell'evasione annua. In realtà per debellare l'evasione l'impegno del governo, della GdF sono insufficienti. Ci vorrebbe un cambio culturale, perché se qualcuno non paga le tasse, agli occhi della maggioranza della gente sta rubando a "qualcun'altro" non meglio specificato. Se le persone si rendessero conto che l'idraulico che non gli fa la fattura sta portando via i soldi a loro personalmente, vivrebbero la cosa in modo diverso. Ma sta di fatto che è così. Le tasse servono per pagare le cose. Se nel condominio in cui la stessa persona che ha pagato l'idraulico in nero uno dei condomini si rifiuta di versare la somma che gli spetta per la riparazione del portone, come minimo questa persona sarà contrariata dal fatto di dover coprire di tasca propria la quota che il disonesto non ha pagato. Allora perché non siamo contrariati quando qualcuno, evadendo, carica sulle nostre spalle il peso delle tasse?
Sono le ultime ore per votare sul sito
www.donline.it
Votate numerosi, non importa chi, ma date forza a progetti alternativi a quelli proposti dagli attuali vertici dei partiti. Siamo ad una svolta cruciale per la vita politica italiana. Le alternative però non sono realmente due. Perché se le cose vanno avanti così non cambierà nulla e il PD sarà una specie di Margherita allargata. Quindi la svolta o la si opera o non la si opera. E se non cogliamo questa occasione dubito che ce ne saranno presto altre.
Una prima elezione primaria è quella del comitato ombra del Partito Democratico di cui vi ho parlato. Quali sono i criteri che voglio portare dentro il PD li trovate abbondantemente in questo blog, per cui non voglio tediarvi ancora. Sia che decidiate di votare me, sia che decidiate di votare qualcun altro, ritengo che sia importante che votiate, perché se riusciamo a legittimare questo comitato con un gran numero di voti, riusciamo anche a dare forza al principio delle primarie per le scelte di questo nuovo partito. Un principio importante perché finisca l'era dei nomi imposti dall'alto.
Per cui VOTATE VOTATE VOTATE. Il sito per farlo.
www.donline.it