- Ho sognato di spiegare il mio programma politico a Xyz (NDA: cercate di capire, non posso mettere qui il nome del politico leader dell’opposizione del sogno, intanto perché fra poco ci sono le elezioni – non so quando leggerete queste righe, ma la frase “fra poco ci sono le elezioni” vale spesso, sia lodata la democrazia – e sarebbe una violazione della par condicio e dovrei citare anche il nome del capo del governo, e poi perché l’attenzione rischierebbe di spostarsi dall’interessantissima vicenda che vi sto narrando alle mie idee politiche e da lì ad un discorso politico più generale, e allora davvero non finiremo più...). Ed era migliore del suo.
- E da quando hai un programma politico?
- L’ho sempre avuto.
- E si tratterebbe, di grazia?
- Se te lo dico mi voti?
- Ti voto sulla fiducia, ma se sei convincente ti porto anche tutti i voti che riesco a comprare...
- Molto simpatico.
- Allora questo programma?
- E va bene, te lo dico. Cominciamo per gradi. Cosa fai quando ti accorgi che c’è qualcosa che non va?
- La cambio
- E se non sai come fare a cambiarla perché è troppo incasinata?
- Ok, come politico sei perfetto, già non ci capisco più un cazzo.
- Ok, lascia perdere. Diciamo questo: se non riesci a risolvere un problema ti sposti a monte per vedere da dove nasce, ci sei?
- Sì, quindi?
- Allora il problema del nostro fottuto paese è che l’economia va a rotoli, le tasse finiscono nelle tasche dei politici invece di andare a coprire i servizi indispensabili, si fa uso privato dallo stato e via e via.
- Sì, quindi?
- Allora sono andato a monte. Come è nato il governo democratico?
- Non saprei... l’antica Roma o qualcosa del genere?
- Qualcosa del genere. Cosa fanno i romani? Decidono di pagare i politici in modo che tutti possano accedere al governo, e non solo i patrizi.
- Sei la persona più sconclusionata che conosca. Quale cazzo è il tuo programma politico?
- Eccolo: punto primo, i politici non devono guadagnare più di tremila Euro al mese, mi pare una cosa equa, che permette a tutti di accedere alle cariche pubbliche e che non sommerga lo stato di spese inutili. Punto secondo: chi viene beccato con le mani nella marmellata, tangenti, uso privato della cosa pubblica, della res pubblica, escluso a vita dalle cariche pubbliche di qualunque livello.
- Esagerato, e se c’è un errore giudiziario?
- Infatti, non ho detto ucciso o fucilato. Se c’è un errore giudiziario, pace. Un politico in meno. Non muore nessuno. Punto terzo: un governo non di politici ma di tecnici. Pensaci bene, te per fare il dirigente in Casa Famiglia hai dovuto portare ai proprietari un cazzo di curriculum che dicesse che avevi una laurea e le capacità e tutte le cose necessarie? Ecco, stessa cosa, al ministero della sanità un medico di provata fama, al ministero per la giustizia un giurista e così via.